Senso alla Vita

SENSO ALLA VITA

giovedì 4 aprile 2013

CASA PIGNORATA E CREDITI NON RISCOSSI, IMPRENDITORE 46ENNE IN CRISI SI IMPICCA..CLICCA LA FOTO
















VENEZIA - Un piccolo imprenditore, attivo nella termoidraulica, si è suicidato perché in crisi economica e in particolare perché non riusciva a riscuotere i crediti frutto del proprio lavoro. La vittima è un 46enne di Spinea (Venezia) che è stato trovato impiccato nel garage della propria abitazione. L'uomo, sposato e con una figlia piccola, aveva subito il pignoramento della propria casa e si era trasferito a vivere da dei parenti a cui è toccato scoprire il cadavere. L'uomo, che non ha lasciato alcun biglietto per giustificare il gesto, temeva che la crisi travolgesse anche il cognato con il quale aveva cominciato a collaborare per guadagnare qualcosa. I carabinieri - che hanno indagato sulla vicenda - hanno chiuso il caso come atto autolesionistico e la Procura della Repubblica ha già archiviato il fascicolo restituendo la salma ai familiari per i funerali.

Svolta nell'omicidio di Garlasco. "Nella mano di Chiara trovato..


Svolta nell'omicidio di Garlasco. "Nella mano di Chiara un capello biondo"

alberto stasiSono passati quasi sei anni dalla morte di Chiara Poggi e ancora non si sa chi l'abbia uccisa. Un esame non ancora effettuato su un capello castano corto ritrovato nel palmo della sua mano sinistra potrebbe però indicare la via per risolvere il giallo di Garlasco e portare a dare un volto e un nome all’assassino. Ne sono convinti i genitori e il fratello della ragazza che con il loro avvocato, Gian Luigi Tizzoni, insistono nel chiedere alla Cassazione di disporre accertamenti per individuare il Dna mitocondriale dal bulbo e dal fusto di quel capello ritenendo, questa, l’unica strada rimasta per arrivare a rintracciare l’omicida. Stessa richiesta riguarda anche i frammenti piu’ piccoli delle unghie della giovane.
In vista dell'udienza del 5 aprile, Giuseppe e Rita Poggi hanno chiesto alla Suprema Corte di annullare la sentenza con cui Alberto Stasi, l’ex fidanzato della giovane imputato di omicidio, si è visto confermare in secondo grado il verdetto di assoluzione emesso nel dicembre del 2009, al termine del processo con rito abbreviato, dal gup di Vigevano Stefano Vitelli. Secondo la ricostruzione riportata nelle 68 pagine firmate dall’avvocato Tizzoni, ai tempi dell’ inchiesta, il Ris di Parma fece accertamenti sul capello corto, cosi’ come su quelli spezzati e privi di bulbo trovati sia nella mano destra della ragazza sia in una pozza di sangue vicino all’ingresso della abitazione, senza pero’ che emergessero risultati rilevanti.
Successivamente si ritenne opportuno verificare anche l’eventuale individuazione di Dna mitocondriale, cosa che consenti’, si spiega sempre nel ricorso, di ricondurre alla vittima i capelli spezzati. Ma nulla di piu’, perche’ sul capello corto e sui frammenti di unghie non ci fu alcuna analisi. I Poggi, oltre all’analisi del capello castano, hanno, tra l’altro, chiesto di nuovo l’acquisizione della bicicletta nera da donna nella disponibilità degli Stasi e la ripetizione da parte di Alberto dell’esame della ‘camminata’ per capire come sia riuscito a non sporcarsi di sangue la suola delle scarpe quando entro’ nella villetta’ e trovo’ il corpo senza vita di Chiara. Richieste, quelle della parte civile e del pg, ritenute ‘’inammissibili e infondate’’ dalla difesa di Stasi e che sono state confutate una per una nella corposa memoria scritta dal prof. Angelo Giarda.
Insomma i legali dell’ex studente Bocconiano, ora praticante in uno studio di commercialisti milanesi, puntano a ottenere l’assoluzione definitiva con il rigetto dei due ricorsi e quindi la conferma dei verdetti di primo e secondo grado. Il ragazzo ha una nuova vita, una nuova fidanzata bionda, e un lavoro in uno studio di Milano. Venerdi’ prossimo ai giudici della Suprema Corte toccherà decidere se annullare la sentenza d’appello chiedendo di riaprire l’istruttoria o decretare definitivamente che Stasi e’ innocente.

Racconto di un disoccupato .."Che mi sono svegliato a fare le 7mattina?clicca la foto per leggere

imprenditore crisi 3


Dall'inutile sveglia alle 7 del mattino, all'inutile consegna dei curriculm vitae. Dai "le faremo sapere", ai "un albanese mi costa di meno". Dalla benzina troppo cara, al pranzo saltato. Un lettore di Affaritaliani.it, Massimo, ci racconta tra ironia e amarezza la giornata tipo di un disoccupato italiano
LA LETTERA
1) Sveglia al mattino e subito ti poni una domanda: ma perchè cazzo mi sono svegliato così presto?
2) Oggi provo a cercare lavoro... poi ti accorgi che hai spedito almeno 200 CV e manco ti hanno chiamato... NEMMENO UNO
3) Vabbè li porto in macchina o mi faccio portare da qualcuno...CAZZO con cosa pago la benzina ? E chi mi presta o mi porta in macchina?
4) Sei fortunato... con 50 euo di benzina hai portato via si e no 10 CV....ma non potevi farlo per e-mail ? E adesso che cazzo mangi? Ma i CV rimasti ovviamente. (Y)
5) Cerchi altrove... risposte tipo: A) Sei magretto non resisteresti 2 ore; B) I marocchini o gli albanesi mi costano molto meno; C) Ti chiameremo noi se avremo bisogno
TUTTE COSE CHE "QUALCUNO" HA PROVATO E RIPROVATO. Detto questo (non dico altro sennò m'incazzo): volete provare a fare i disoccupati ? Per provare quanto è bello fare niente?
1) Prendete i soldini che avete in tasca (tutti) e metteteli in una cassaforte a tempo...diciamo "solamente" 30 giorni.
2) Tenetevi in casa...diciamo 3 Kg di pasta e qualche barattolo di sugo.TUTTO IL RESTO mettetelo dentro la solita cassaforte.
3) La macchina? NIET prendete le chiavi e le mettetele nella solita cazzo di cassaforte.
4) Naturalmente dovrete provare a cercarvi un lavoro.... a piedi, ovvio: non avete ne soldi ne macchina.
5) Non sapete come fare? Semplice: DATEVI DA FARE.
ORA se siete dei bradipi forse riuscirete a passare indenni i primi 10 giorni, ma qualcosa mi dice che al massimo il 12esimo giorno prenderete per il collo uno scassinatore che vi apra quel cazzo di cassaforte.
BAYZ!!!
Massimo

martedì 2 aprile 2013

DÀ FUOCO ALLA CASA E UCCIDE I SUOI 6 FIGLI. "VOLEVA DARE LA COLPA ALLA EX" (clicca la foto per leggere)

NOTTINGHAM - Come la trama di un film con il peggiore degli epiloghi: sei bambini - tra i 13 e i 5 anni di età - sono morti, rimasti intrappolati nella loro casa avvolta dalle fiamme, a Darby, centro dell'Inghilterra. Ma l'incendio era stato appiccato dal padre. Sperava di riuscire a salvare i ragazzi venendone fuori come un eroe. 
Gli serviva per la causa sull'affidamento dei figli avuti con l'ex amante e il relativo assegno di sussidio familiare. E invece i ragazzi sono tutti morti: cinque asfissiati mentre dormivano, il sesto in ospedale tre giorni dopo.

Mick Philpott e la moglie MairedLa verità è emersa dopo un lungo e drammatico processo, conclusosi oggi con il verdetto di colpevolezza per Michael Philpott, la moglie Mairead e l'amico e complice Paul Mosley. Verrà resa nota domani la pena decisa dai giudici per il reato di omicidio colposo. 
Una storia che ha dell'incredibile, i cui protagonisti però non erano sconosciuti ai media britannici, soprattutto ai lettori dei tabloid e agli spettatori di un certa tv 'verità'. Michael Philpott era apparso in numerosi programmi, incuriosiva la sua strana vita familiare: padre di 17 figli avuti da diverse donne,viveva sotto lo stesso tetto con la moglie Mairead e l'amante Lisa, e i figli avuti da tutte e due. 
Si racconta anche di bizzarri accordi tra le donne, entrambe ad un certo punto pare continuassero ad avere rapporti con Michael che, come mostra anche in un documentario che nel 2007 raccontava la storia di questa strana famiglia, dormiva in una roulotte nel giardino di case, dove le donne stavano con lui a turno.

MADRE UCCIDE LA FIGLIA E TENTA IL SUICIDIO. LASCIA BIGLIETTO: "CLICCA LA FOTO PER LEGGERE

BRINDISI - Una lettera scritta a penna, prima della tragedia: Franca Sbano, la madre 32enne che è ora ricoverata in gravi condizioni in ospedale dopo essersi lanciata ieri sera nel vuoto dal terrazzo della sua abitazione, a Carovigno (Brindisi) avrebbe messo nero su bianco le proprie intenzioni di uccidere la figlioletta di tre anni e poi di farla finita. «Vado via, porto mia figlia con me» è il senso del messaggio trovato ieri sera dai soccorritori in casa, dove la piccola Benedetta è stata trovata agonizzante, probabilmente avvelenata dalla mamma con una dose letale di diserbante. La piccola è poi morta in ospedale. 
La lettera lasciata dalla donna, separata dallo scorso mese di dicembre dal marito, è stata sottoposta a sequestro ed è ora a disposizione del pm Pierpaolo Montinaro che a breve conferirà l'incarico per l'autopsia sul corpo della bimba. Il contenuto del lungo biglietto ha consentito agli investigatori, i carabinieri di San Vito dei Normanni (Brindisi) che conducono le indagini, di escludere l'ipotesi che la bambina sia morta a causa di un malore o di un incidente domestico. Il flacone di diserbante è stato poi rinvenuto dai carabinieri nel cestino dei rifiuti, in casa. Non è chiaro in che modo la sostanza sia stata somministrata alla bambina. 
Nell'appartamento al primo piano di via Monteverdi, non vi erano segni di effrazione o tracce di violenza. La donna, bracciante agricola che è ora ricoverata in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale 'Perrino' di Brindisi, viveva da sola con la figlioletta dal momento della separazione dal marito, una separazione che Francesca Sbano sembra non abbia psicologicamente accettato.

IL PADRE SCONVOLTO È sconvolto il papà di Benedetta, la piccola di tre anni morta ieri sera dopo che, probabilmente, la mamma le ha fatto bere diserbante e poi ha tentato il suicidio lanciandosi giù dal secondo piano della palazzina di Carovigno in cui abitava insieme con la figlioletta dopo che il marito aveva deciso di separarsi. Antonio Schiena, bracciante agricolo, è stato avvisato dai carabinieri di quanto accaduto alla figlioletta e alla moglie, e poi è stato ascoltato come persona informata sui fatti. 
L'uomo ha confermato ai militari quanto emerso dalle altre testimonianze raccolte sul posto: dallo scorso mese di dicembre era andato a vivere dai genitori dopo la separazione dalla moglie, Francesca Sbano, 32 anni, la quale dopo il volo dal secondo piano dello stabile in via Monteverdi, alla periferia del paese, versa ora in condizioni disperate nell'ospedale Perrino di Brindisi. 
La donna ha lasciato lettere manoscritte in cui ha spiegato le ragioni della decisione di togliersi la vita, specificando anche che avrebbe portato via con sè la bambina. Gli investigatori non hanno alcun dubbio nel ritenere che la piccola Benedetta, tre anni, sia stata uccisa dalla madre. Sulle modalità sono in corso accertamenti e sarà l'autopsia a chiarire se effettivamente la bimba sia stata avvelenata con una dose di pesticida, il cui flacone è stato poi trovato nel cestino dei rifiuti, nell'appartamento.

E' IN COMA Restano gravissime le condizioni di Francesca Sbano, la 32enne che ieri sera avrebbe ucciso la figlioletta di tre anni, a quanto pare avvelenandola, per poi lanciarsi dal terrazzo di casa, a Carovigno, nel Brindisino. La donna è stata sottoposta nella notte a un intervento chirurgico per i gravi traumi riportati alla testa dopo un volo di alcuni metri dal primo piano dello stabile, alla periferia del paese. È stata poi trasferita sempre in nottata dall'ospedale di Ostuni (Brindisi) all'ospedale Perrino di Brindisi dov'è al momento ricoverata, in coma, nel reparto di Terapia intensiva. Stamani il pm di turno, Pierpaolo Montinaro, conferirà l'incarico a un medico legale per eseguire l'autopsia sul corpo della bimba, Benedetta, trovata senza vita da soccorritori e vicini di casa nell'appartamento in cui viveva con la madre, bracciante agricola, che da poco si era separata dal marito.

LA MORTE DELLA BIMBA Probabilmente avvelenata dalla madre dopo essere stata costretta a bere una dose letale di diserbante: è questo che gli investigatori ipotizzano sulla morte di una bambina di tre anni trovata in fin di vita questa sera nella sua abitazione a Carovigno in provincia di Brindisi, e poi deceduta in ospedale. La mamma della bambina, Francesca Sbano, di 29 anni, ha poi tentato di uccidersi lanciandosi nel vuoto dal terrazzo dell'appartamento, al secondo piano della stessa palazzina. A dare l'allarme, a quanto si e' appreso, sarebbero stati i vicini di casa.

SEPARATA. Madre e figlia vivevano da sole nell'abitazione di via Claudio Monteverdi da quando il marito della donna aveva deciso di separarsi. Una decisione che, non era stata mai accettata da Francesca Sbano, tanto che la donna era caduta in un forte stato di depressione. Entrambi i genitori della piccola sono braccianti agricoli. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e i carabinieri. Nel corso della perquisizione della casa e dei dintorni, gli investigatori hanno trovato un flacone vuoto di diserbante in un bidone della spazzatura. I soccorritori peraltro, quando sono entrati in casa dopo l'allarme, hanno trovato tracce di vomito accanto alla piccola che era gia' agonizzante.

lunedì 1 aprile 2013

Un'incredibile scoperta ECCO LA SOSTANZA CHE UCCIDE LE CELLULE DEL CANCRO


"VIENE ESTRATTA DALLE MELE"




PECHINO - Un'incredibile scoperta, che potrebbe rivoluzionare il mondo della medicina. Si chiamano oligosaccaridi di mele e hanno ucciso il 46% delle cellule del cancro del colonumano. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Università di Xi'an, in Cina. Questa sostanza, assolutamente naturale, ha un'effetto nettamente più efficace di qualsiasi farmaco chemio utilizzato per combattere i tumori.
Un risultato davvero eccezionale, considerando che il cancro al colon è la seconda causa di morte per tumore nelle donne di tutto il mondo, e la terza causa negli uomini.

bimbo veglia per quattro giorni la madre morta (clicca la foto per leggere)





cadavere 4007
La tragica storia dagli Usa. Un bambino di quattro anni ha trascorso quattro giorni chiuso in casa accanto al cadavere della madre. E' accaduto nel New Jersey, dove il piccolo è stato trovato in stato di malnutrizione, visto che era troppo debole per aprire il frigorifero da solo.
Il bimbo è rimasto accanto al corpo senza vita della madre, deceduta per cause naturali, massaggiandolo con una crema nel tentativo di rianimarla. La donna, una 38enne di Brooklyn, è morta si pensa per cause naturali. La polizia ha spiegato che il bimbo è stato trovato dagli agenti dopo che gli addetti alla manutenzione del complesso residenziale hanno segnalato un cattivo odore proveniente da uno degli appartamenti.
La casa è di proprietà della nonna 64enne, che si trovava in una casa di riposo in seguito ad un'operazione. Il piccolo è stato ricoverato in stato di disidratazione e malnutrizione all'Overlook Medical Center, da cui è stato già dimesso. Ora si trova con i parenti. Nel frattempo le autorità hanno ordinato l'autopsia sul corpo della donna per accertare le cause del decesso.