Senso alla Vita

SENSO ALLA VITA

venerdì 8 marzo 2013

lutto nel mondo del cinema italiano e' morto stamattina il grande...

È morto all’età di 90 anni il regista Damiano Damiani. A dare conferma è la figlia Sibilla. Nato a Pasiano di Pordenone il 23 luglio 1922, si è spento stasera nella sua abitazione di Roma a causa di una insufficienza respiratoria. Damiano Damiani in una lunga carriera è stato regista al cinema tra l’altro del Giorno della civetta e per la tv de La Piovra.
PLACIDO: “GLI DEVO TUTTO”. ”Lo dico con il cuore e con le lacrime agli occhi: io a Damiano Damiani devo tutto”, dice Michele Placido ricordando il regista scomparso questa sera, che lo diresse nel 1984 nella Piovra tv. ”Non sarei diventato quello che sono adesso, Damiano mi ha fatto conoscere non solo in Italia ma nel mondo perche’ La piovra l’hanno vista e amata ovunque. Ha reso il personaggio del commissario Cattani il simbolo universale della lotta alla mafia e ancora oggi vivo di quella gloria”. Michele Placido si lascia andare ai ricordi, che sono tanti perche’, oltre a La piovra, ”abbiamo lavorato insieme tante volte e frequentato tante serate. E’ stato un regista – prosegue Placido – che mi ha formato piu’ di tutti, mi ha fatto amare il cinema americano piu’ di quanto lo amassi, e’ stato per me una grande scuola, un maestro vero”. ”Ci conoscemmo sul set di Un uomo in ginocchio. Li’ mi propose – aggiunge all’ANSA Placido – di fare una fiction per la Rai, una cosa nuova, un commissario diverso e mi scelse preferendomi ad altri, pur non avendo il fisico dell’eroe. La piovra e’ stato un film capolavoro per la tv e ancora oggi sono in giro i suoi succedanei, ma quando Damiani da integralista qual era capi’ che dopo quella prima edizione di denuncia ne sarebbero seguite altre, sull’onda del successo, meno potenti riusci’ a dire di no, rimproverandomi per anni di essere rimasto il commissario Cattani”.

LA CARRIERA.
Una vita nel segno della passione civile, cosi’ si puo’ sintetizzare la storia del friulano Damiano Damiani, scrittore e attore e soprattutto, ovviamente, regista nato a Pasiano di Pordenone il 23 luglio del 1922 e morto questa sera a Roma nella sua casa, per insufficienza respiratoria. Da molti anni si era ritirato ma resta il suo cinema sbocciato nell’epoca del Neorealismo e proseguito con film in cui accanto ai codici del cinema popolare riusciva a far emergere una denuncia, in pieni anni ’70, delle storture del sistema e della cupola di potere. Un cinema civile, con titoli come Il giorno della civetta, dal romanzo di Leonardo Sciascia, con Claudia Cardinale e Franco Nero e Confessione di un commissario di polizia, riuscendo – era il 1984 – a trasferire questo cinema persino in tv con la prima e ormai cult Piovra, il film tv con il commissario Cattani di Michele Placido ancora oggi tra le cose piu’ belle prodotte dalla Rai. Passionale, curioso, con il gusto per la polemica, Damiano Damiani comincia a lavorare insieme a quel gruppo di talenti che si chiamano Comencini, Lattuada e Olmi. Nel 1960 firma il primo film, Il rossetto, in cui fa recitare nel ruolo di un commissario di polizia Pietro Germi. Gli anni ’60 sono il decennio d’oro di Damiani che piace ai critici, incassa al botteghino e ha le lodi della sinistra laica. Cesare Zavattini lo affianca nell’adattamento dell’Isola di Arturo di Elsa Morante (1962) mentre e’ dell’anno successivo l’adattamento con Tonino Guerra della Noia di Alberto Moravia. Stesso anno, il ’63, della Rimpatriata con Valter Chiari. Si cimenta con gli Spaghetti Western con Quien Sabe con Klaus Kinski. E’ del ’66 il suo film piu’ noto, quel Il giorno della civetta che segue un filone di cinema civile. Nel 1972 e’ il regista di Girolimoni, il mostro di Roma con Nino Manfredi uno dei maggiori incassi del cinema di impegno, mentre e’ del ’70 La moglie piu’ bella, il film d’esordio al cinema di Ornella Muti. Negli anni ’80 il successo con La piovra, di cui firmo’ solo la prima serie ma che resta l’apripista di un genere tv che racconta la storia del Paese. Nel 1986 firma L’inchiesta, che indaga sulla morte di Gesu’ da una sceneggiatura di Suso Cecchi D’Amico, preceduto l’anno prima da Pizza Connection. In tv e’ regista del Treno di Lenin, L’uomo di rispetto, Una bambina di troppo e Ama il tuo nemico. Circa dieci anni fa il suo ritiro dalle scene anche per dedicarsi al segreto amore per la pittura.
Fonte: Leggo.it

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